Il welfare, in generale, lo si può considerare l’insieme di politiche, prestazioni e servizi che una comunità organizza per proteggere le persone dai principali rischi della vita e per migliorarne il benessere. In Italia il welfare è stato da sempre una funzione dello stato, infatti, spesso, si parla di “welfare state”. Il welfare si fonda su quattro pilastri fondamentali che sono sanità, politiche sociali, previdenza ed istruzione.
Welfare state e limiti del sistema italiano
L’Italia ad oggi è il Paese che investe di meno in politiche di welfare se escludiamo la previdenza, infatti sia rispetto alla media euro, sia rispetti ai paesi economicamente più avanzati, in Italia si destinano meno risorse in sanità politiche sociali ed istruzione (grafico 1).
Vivere in un paese in cui si investe poco sui giovani, non finanziando l’istruzione e si dedicano poche risorse anche a sanità e politiche sociali, disegna un quadro di gravità inaudita perché i giovani non troveranno mai fiducia in un sistema di welfare che non permette loro di formarsi adeguatamente per un mondo del lavoro globalizzato e competitivo, che non investe in politiche sociali dirette alla conciliazione lavoro – famiglia, non li favorisce in caso di creazione di una nuova famiglia col supporto alle nascite e all’acquisto di una casa. Sicuramente avere le pensioni generose è sintomatico di civiltà ma dare tanto solo ad una fascia sociale per togliere ad altro fa traballare fortemente la fiducia nel futuro soprattutto dei giovani.Era doveroso introdurre il welfare aziendale partendo dal “welfare state” ed iniziando a ragionare in termini di “welfare mix” perché, se si vuole evitare “fughe di cervelli” ed attrarre talenti, aumentare la produttività dei lavoratori e favorire la conciliazione famiglia lavoro, le imprese non possono esimersi dall’integrare la retribuzione ordinaria con misure di welfare aziendale.
Cos’è il welfare aziendale
Il welfare aziendale consiste nell’insieme di benefici, servizi e agevolazioni che un’azienda offre ai propri dipendenti, oltre alla retribuzione, per migliorare il benessere personale e familiare dei lavoratori e aumentare la soddisfazione e la produttività. Il Welfare, che tradotto letteralmente significa Benessere, non è solo un insieme di leggi e regolamenti, né tantomeno può essere considerato solo sotto l’ottica fiscale della sua applicazione, ma è qualcosa di più profondo, uno stato mentale e lavorativo, che si origina a monte nel trattamento di somministrazione del lavoro dal Datore di Lavoro al Dipendente. Il Welfare trova la sua prima applicazione proprio nelle cose più semplici e spesso sottovalutate nelle dinamiche aziendali, come ad esempio la costruzione di un ambiente sereno e mirato alla soddisfazione dei bisogni del lavoratore. Il welfare aziendale può essere erogato tramite:
Fringe benefit: Gift Card, Buoni Spesa e Buoni Carburante
Flexible Banefit: Spese Scolastiche, Trasporto Pubblico, Famiglia, interessi passivi su mutui e finanziamenti, Salute, Viaggi, Tempo Libero, Corsi
Il welfare aziendale può essere messo a disposizione sia dei lavoratori dipendenti che degli amministratori delle società.
Come funziona il welfare aziendale
L’introduzione del welfare in azienda deve scaturire da un obbligo che può avvenire da tre distinte fonti:
Previsione nel CCNL o in un integrativo settorialeSe il CCNL applicato impone flexible benefit (o se un integrativo di settore lo fa), l’obbligo scatta automaticamente per le aziende del perimetro. Esempio: vari CCNL fissano importi minimi annui in flexible benefit.
Accordo collettivo aziendale, di secondo livello, con RSU/RSA/sindacatiSi redige un contratto aziendale che istituisce il welfare come diritto prevedendo l’importo annuo, la maturazione, le categorie, la durata, le modalità di fruizione e rendicontazione. Se a questo si collega anche un premio di risultato detassato, l’accordo va depositato con gli adempimenti previsti (deposito e scheda di monitoraggio) per accedere al regime fiscale agevolato. L’accordo crea un vincolo cogente per la sua durata.
Regolamento aziendale con obbligo espressoE’ la procedura più semplice in quanto si può adottare un regolamento interno che l’azienda istituisce unilateralmente concedendo il diritto ai benefit, indicando importi e regole e coinvolgendo la totalità dei lavoratori o categorie omogenee di essi.
Quali sono i benefit del welfare aziendale
Da un punto di vista fiscale il welfare aziendale permette di beneficiare di una serie di agevolazioni di natura fiscale sia per quanto riguarda in fringe benefit che sono deducibili per l’azienda ed esenti dal reddito del percipiente, fino a tutto il 2027, per un importo massimo di 2.000,00 € o 1.000,00 € se il lavoratore ha o non ha figli a carico. La manovra di bilancio in approvazione in questi giorni, probabilmente raddoppierà questi limiti di esenzione a 2.000,00 € e 4.000,00 €; ulteriore segnale che anche le istituzioni comprendono l’importanza di avere cura dei lavoratori è una leva strategica di rilievo.Per quanto riguarda la parte flexible benefit le somme sono interamente deducibili per l’azienda e totalmente esenti dalle imposte sui redditi per il beneficiario se scaturiscono da un obbligo negoziale di un regolamento aziendale, se previsto dal CCNL o da un accordo collettivo di secondo livello così come recita l’art. 51 del TUIR “Non concorre a formare il reddito da lavoro dipendente l’utilizzazione delle opere e dei servizi riconosciuti dal datore di lavoro volontariamente o in conformità̀ a disposizioni di contratto o di accordo o di regolamento aziendale, offerti alla generalità̀̀ dei dipendenti o a categorie di dipendenti e ai familiari indicati nell’articolo 12 per le finalità̀̀ di cui al comma 1 dell’articolo 100” e dell’art. 95 TUIR “Con riferimento alle spese per prestazioni di lavoro; se l’erogazione avviene a titolo di adempimento di “contratto, di accordo o di regolamento aziendale”, il datore di lavoro fruisce della deducibilità integrale dei relativi costi ai sensi di questo articolo”.
Perché scegliere il welfare aziendale
Decidere di inserire il welfare all’interno della propria azienda rappresenta una leva strategica per l’impresa in quanto contiene il costo del lavoro, incrementa la produttività, premia la performance aziendale, attrae nuovi talenti e riduce il turnover, aumenta il benessere dei lavoratori, mentre diventa un valore reale per i Dipendenti, aumentandone il potere d’acquisto, favorendo il work-life balance, offrendo vantaggi fiscali, rafforzando la relazione con l’azienda e migliorando la qualità della vita.
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